Mostra

EZIO GRIBAUDO
'I teatri della memoria'

21 Settembre - 4 Novembre 2006

Ezio Gribaudo è nato nel 1929 a Torino dove vive e lavora.

Le tappe della sua carriera artistica sono segnate dall’intensa attività espositiva che dal 1953 ad oggi lo ha reso protagonista della scena culturale con numerose e importanti mostre personali e collettive in gallerie e musei in Italia e all’estero.
Dopo la recente mostra antologica nei suggestivi spazi dell’Italdesign Giugiaro a Moncalieri e quasi in contemporanea con la personale alla Briggs Robinson Gallery di New York, Ezio Gribaudo espone i suoi “Teatri della Memoria” presso la Galleria 44. Una quindicina di opere, molte delle quali inedite e tutte di grande suggestione.

I Teatri della Memoria di Gribaudo rappresentano una specie di summa di tutte le sperimentazioni che l’artista ha praticato nel corso della sua inesausta ricerca. I Teatri della Memoria sono collages di logogrifi eseguiti in passato e poi rielaborati, sono vere e proprie alchimie figurative, poliedriche confluenze di linguaggi plurimi, di luci e di ombre che rendono viva la tecnica del collage. Per ribadire ulteriormente il significato di ritorno su un frammento già compiuto, e quindi ricordato, sottratto al passato, queste opere presentano un doppia datazione. Nei Teatri della Memoria, Gribaudo varia dimensione e formato dell’opera, seguendo schemi modulari o utilizzando l’intero spazio.
Perché “Teatri” e perché “della Memoria”?
Citando ancora Willy Beck: “ ……Il discorso si farebbe lungo e non è detto che riuscirebbe a dire tutto quello che sarebbe da dire in proposito. E poi si vuole anche lasciare allo spettatore il piacere di leggere e interpretare queste opere. Basterà quindi uno spunto. Il teatro è per eccellenza il luogo in cui, più che presentare, si rappresenta qualcosa. Rappresentare vuol dire anche aver già filtrato, interpretato e simbolizzato l’esperienza esistenziale. Non vuol dire dunque trasmettere i dati materiali, l’oggettualità delle cose viste, siano esse cammelli, piramidi, astri celesti o insetti minuscoli. Vuol dire piuttosto riprendere le singole esperienze vissute e farle diventare parti di un insieme, di un tutto completamente nuovo, mai visto e appartenente solo a chi l’ha composto per la prima volta....."